Discussion:
Trave di coronamento parete di cantina
(troppo vecchio per rispondere)
lee
2006-06-26 07:43:28 UTC
Mi è capitato di vedere su alcuni cantieri che certi colleghi separano
la trave di chiusura (cordolo per me) delle pareti di cantina rispetto
alla parete sottostante, nel senso che gettano le pareti di cantina del
piano interrato o seminterrato senza lasciare i ferri che fuoriesono e
poi sopra gettano la trave di coronamento come se fosse una trave
normale ma appoggiata alle pareti sottostanti.
Io personalmente faccio gettare le pareti facendo proseguire i ferri
verticali come delle attese e poi getto il cordolo sopra insieme al
solaio.
Non riesco a trovare una giustificazione strutturale valida a tale
sistema .
La parete è un unico elemento, staccare la trave e farla lavorare solo
per contatto o metterci del polistirolo o una lamina sotto non mi
sembra corretto.All'incastro con il pilastro che distribuzione hanno le
sollecitazioni che nel caso della parete integra vengono assorbite
tutte da questa?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate in generale.
Grazie, saluti
Fabrox
2006-06-27 00:32:09 UTC
Post by lee
Mi è capitato di vedere su alcuni cantieri che certi colleghi separano
la trave di chiusura (cordolo per me) delle pareti di cantina rispetto
alla parete sottostante, nel senso che gettano le pareti di cantina del
piano interrato o seminterrato senza lasciare i ferri che fuoriesono e
poi sopra gettano la trave di coronamento come se fosse una trave
normale ma appoggiata alle pareti sottostanti.
Probabilmente fanno riferimento ad uno schema statico con un appoggio,
o qualcosa che assomiglia ad un appoggio.
Post by lee
Io personalmente faccio gettare le pareti facendo proseguire i ferri
verticali come delle attese e poi getto il cordolo sopra insieme al
solaio.
Quasi tutti credo.
Post by lee
Non riesco a trovare una giustificazione strutturale valida a tale
sistema .
La parete è un unico elemento, staccare la trave e farla lavorare solo
per contatto o metterci del polistirolo o una lamina sotto non mi
sembra corretto.
lo schema piu' corretto e' un inviluppo delle situazioni :
schema con appoggio, cerniera, incastro...
Post by lee
All'incastro con il pilastro che distribuzione hanno le
sollecitazioni che nel caso della parete integra vengono assorbite
tutte da questa?
Dipende dai carichi che arrivano dal pilastro, dall'impronta di carico
e da altre cose...
Io con questo genere di problemi sono un po' drastico e privilegio la
semplicita'...
Considero il pilastro inglobato nel muro come se partisse
effettivamente dalla fondazione... Essendo inglobato nel muro, il getto
avverra' in unica fase con il getto della parete, ma la gabbia
d'armatura del pilastro parte da sotto.
Che sia antieconomico sono d'accordo... pero' da' la sicurezza di avere
i ferri di ripresa del pilastro perfettamente posizionati a piano
terreno e semplifica lo schema di calcolo.
Inoltre rappresenta un irrobustimento locale del muro e permette di
sopportare meglio le azioni orizzontali delle eventuali travi collegate
in testa al pilastro (inglobato nel muro).

Saluti, Fabrox
lee
2006-06-27 15:48:21 UTC
sono daccordo, grazie
saluti
TOPO
2006-06-28 09:44:33 UTC
In casi particolare può adottarsi quello schema strutturale. Io lo uso
quando le pareti in c.a. controterra devono essere considerate non
"setti" (elementi strutturali atti ad assorbire sollecitazioni da
sisma) ma "muri su fondazione" (elementi a mensola atti ad assorbire
solamente la spinta delle terre).
Questo è un caso frequente non poco dalle mie parti e conviene usare
tale schematizzazione allorquando il committente è "incerto"
sull'aprire o meno qualche varco di accesso al cantinato.
Tali muri si mettono in conto in sede di calcolo come esercitanti un
momento torcente sulla travata di fondazione oltre che naturalmente un
CV.
In cantiere non si fanno arrivare le barre d'armatura alla trave di
coronamento e le barre orizzontali non si ancorano ai pilastri
contigui. Così facendo, nel caso in cui il cliente decide di
realizzare l'apertura, non si procede al getto del muro e non è
necessario redigere un calcolo di variante in quanto non si è "tolto"
un elemento resistente, ma solo una tamponatura particolare. Di ciò
farò mensione dettagliata nella relazione a strutture ultimate.
lee
2006-06-28 15:59:45 UTC
Questo schema lo uso anche io , mettendo del polistirolo sia in
corrispondenza dei pilastri che delle travi superiori, allora il
calcolo si conduce come una normale struttura a telai con quelle
sollecitazioni che dicevi tu
ma qui si parla di chi getta pilastri e pareti in un unico getto e poi
ci appoggia sopra la trave di chiusura sup.
saluti
TOPO
2006-06-28 17:35:36 UTC
Post by lee
Questo schema lo uso anche io , mettendo del polistirolo sia in
corrispondenza dei pilastri che delle travi superiori, allora il
calcolo si conduce come una normale struttura a telai con quelle
sollecitazioni che dicevi tu
ma qui si parla di chi getta pilastri e pareti in un unico getto e poi
ci appoggia sopra la trave di chiusura sup.
saluti
OK!!
Luciano Vanni
2006-06-28 18:17:04 UTC
Post by TOPO
In casi particolare può adottarsi quello schema strutturale. Io lo uso
quando le pareti in c.a. controterra devono essere considerate non
"setti" (elementi strutturali atti ad assorbire sollecitazioni da
sisma) ma "muri su fondazione" (elementi a mensola atti ad assorbire
solamente la spinta delle terre).
Fammi capire tu metti il polistirolo tra trave e muro o parete (queste
distinzioni mi fanno venire il mal di stomaco) per fare in modo che
una parete in c.a che naturalmente avrebbe un vincolo superiore
costituito dal solaio in reltà si comporti come un muro di sostegno a
sbalzo?
Non mi pare una buona scelta ingegneristica anche perchè se sono
contro terra è molto improbabile che qualcuno ci apra una portone (al
massimo ci farà una bocca di lupo.


Questo è un caso frequente non poco dalle mie parti e conviene usare
Post by TOPO
tale schematizzazione allorquando il committente è "incerto"
sull'aprire o meno qualche varco di accesso al cantinato.
Tali muri si mettono in conto in sede di calcolo come esercitanti un
momento torcente sulla travata di fondazione oltre che naturalmente un
CV.
In cantiere non si fanno arrivare le barre d'armatura alla trave di
coronamento e le barre orizzontali non si ancorano ai pilastri
contigui. Così facendo, nel caso in cui il cliente decide di
realizzare l'apertura, non si procede al getto del muro e non è
necessario redigere un calcolo di variante in quanto non si è "tolto"
un elemento resistente, ma solo una tamponatura particolare. Di ciò
farò mensione dettagliata nella relazione a strutture ultimate.
Quindi immagino che crei un giunto anche tra pilastro e parete in c.a.
così da poter fare un telaio perfetto altrimenti la rigidezza del muro
non sarebbe trascurabile (mi è piaciuto il termine tamponatura
particolare utilizzato unicamente per non redigere una variante
strutturale).