(troppo vecchio per rispondere)
TRAVI di COLMO
DraG
2004-02-28 07:10:39 UTC
Secondo voi posso assimilare lo studio della trave di colmo, la
classica trave a V rovesciata, come due travi piane, e quindi studiare
ogni singola trave piana con i carichi in essa ricadenti, quindi la
falda che compete ed i relativi carichi accidentali, e successivamente
unire le due travi piane, che ovviamente non stano più sullo stesso
piano, con delle staffe formando così la classica trave a V
rovesciata?.
Questo potrebbe essere un modo corretto di procedere, senza far uso di
software FEM.
Chi usa software come sismicad o travilog, come calcola queste travi,
usa la procedura sopra descritta o usa altri trucchi per ovviare al
fato che negli stessi non è possibile introdurre sezioni come quella
in oggetto.
Che ne pensate? A cosa vado in contro se uso tale semplificazione?

Grazie a tutti per i consigli.
Angelo
2004-02-28 11:29:27 UTC
Post by DraG
Secondo voi posso assimilare lo studio della trave di colmo, la
classica trave a V rovesciata, come due travi piane, e quindi studiare
ogni singola trave piana con i carichi in essa ricadenti, quindi la
falda che compete ed i relativi carichi accidentali, e successivamente
unire le due travi piane, che ovviamente non stano più sullo stesso
piano, con delle staffe formando così la classica trave a V
rovesciata?.
La somma di due travi piane che vengono "incollate" per fornare una sezione
a V rovescia potrebbe avere valori delle caratteristiche statiche (es. J)
notevolmente diversi dalla somma dei singoli valori.
Se la trave appartiene ad un telaio sono ovvie le conseguenze sulla
distribuzione delle sollecitazioni.
Post by DraG
Questo potrebbe essere un modo corretto di procedere, senza far uso di
software FEM.
cosa signidica ?
Si intende forse dire che, procedendo come sopra, non è necessario modellare
la effettiva sezione della trave con elementi shell ?
Post by DraG
Chi usa software come sismicad o travilog, come calcola queste travi,
usa la procedura sopra descritta o usa altri trucchi per ovviare al
fato che negli stessi non è possibile introdurre sezioni come quella
in oggetto.
Che ne pensate? A cosa vado in contro se uso tale semplificazione?
In casi del genere io introduco banalmente nel modello una trave
rettangolare "equivalente" che ha cioè le stesse caratteristiche (area e J)
della reale trave di colmo.
In questo modo ricavo i valori M.N.T corretti.
La successiva verifica locale delle sezione reale si fa "a mano" o con i
soliti software
alago
2004-02-28 19:33:17 UTC
Post by DraG
Secondo voi posso assimilare lo studio della trave di colmo, la
classica trave a V rovesciata, come due travi piane, e quindi studiare
ogni singola trave piana con i carichi in essa ricadenti, quindi la
falda che compete ed i relativi carichi accidentali, e successivamente
unire le due travi piane, che ovviamente non stano più sullo stesso
piano, con delle staffe formando così la classica trave a V
rovesciata?.
Questo potrebbe essere un modo corretto di procedere, senza far uso di
software FEM.
Chi usa software come sismicad o travilog, come calcola queste travi,
usa la procedura sopra descritta o usa altri trucchi per ovviare al
fato che negli stessi non è possibile introdurre sezioni come quella
in oggetto.
Che ne pensate? A cosa vado in contro se uso tale semplificazione?
Guarda che ogni una delle due falde tende a "sostenere" l'altra falda, lo
schema che proponi non quadra proprio. Se sei insicuro come si vede, perché
non fai una trave che sporge sotto.. che comunque è sempre sostenuta dalle
falde.. e quanto? dipende dalle condizioni al perimetro delle falde ecc. ;
il problema è prettamente tridimensionale, potrebbe bastare un semplice
cordolo di colmo.. poi se in futuro un terzo interviene a far modifiche
senza conoscere lo schema strutturale... potrebbe far crollare la
copertura... Quindi io dimensiono a favore come le falde fossero in piano,
la "trave" a V rovescia la risolvo con una mia semplificazione che mi porta
a concentrare le armature al negativo sul vertice inferiore, quelle al
positivo sui due vertici superiori, e le staffe coi rami incrociati
(importante!) col passo solito, infittite agli appoggi.
ciao
alago
DraG
2004-02-29 07:54:01 UTC
Vi ringrazio per le indicazioni che mi state dando.
Nel caso in oggetto ho una struttura in muratura portante A b C ,

|| | ||
ho le due murature portanti A e C e perpendicolari a queste ci sono
altre murature anche esse portanti, in b dovrebbe esserci il colmo e
poiché l'orditura dei travetti bausthal è perpendicolare ai muri A e C
devo necessariamente realizzare una trave di colmo lungo la linea b.
Una trave che sporge sotto sarebbe brutta da vedersi perché non è
prevista una controsoffittatura, l'altra soluzione sarebbe realizzare
una trave piana sull'intradosso con estradosso inclinato, ma anche
questa non rimane bene esteticamente, e credo che al mio prof non gli
garbino sicuramente queste soluzioni.
Alago cosa intendi quando dici che la trave è sostenuta dalle due
falde, stai assimilando le due falde che si congiungono come a formare
una sorta di arco a tre cerniere, se così può essere definito visto le
condizioni di vincolo, oppure non ho capito proprio niente?

Vi ringrazio per quanto mi avete indicato e se avete altri
suggerimenti o indicazioni ve ne sarò grato.
A presto.
alago
2004-02-29 18:30:33 UTC
Post by DraG
Alago cosa intendi quando dici che la trave è sostenuta dalle due
falde, stai assimilando le due falde che si congiungono come a formare
una sorta di arco a tre cerniere, se così può essere definito visto le
condizioni di vincolo, oppure non ho capito proprio niente?
Il colmo, per abbassarsi (flessione di quella che tu chiami trave a V
rovescia),
deve spostare all'esterno il cordolo-trave di imposta della falde; se le due
dimensioni
in pianta sono confrontabili, il sostegno che ne nasce è cospicuo; come hai
capito
si tratta "quasi" di arco a 3 cerniere.
ciao
alago
DraG
2004-03-02 06:29:09 UTC
Alago grazie per i chiarimenri
A presto